La donazione Pablo Echaurren

MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
7 aprile – 23 giugno 2019

La mostra, a cura di Duccio Dogheria, Denis Isaia, Mariarosa Mariech, presenta ottanta opere
donate dall’artista insieme a una vasta documentazione della sua attività dal 1969 al 2017.

Pablo Echaurren in collezione permanente al MAXXI di Roma

La Fondazione Echaurren Salaris informa che l’opera di PABLO ECHAURREN intitolata LLaboté Danlaru. L’immaginazione non ha bisogno del potere è stata acquisita dal MAXXI di Roma.

Sarà esposta al pubblico nel nuovo allestimento della Collezione permanente dal 21 novembre 2018.

Pablo Echaurren, LLaboté Danlaru. L'immaginazione non ha bisogno del potere, 1977-2018
PABLO ECHAURREN
LLaboté Danlaru. L’immaginazione non ha bisogno del potere, 1977-2018
assemblaggio di trenta opere, inchiostro di china e collage su carta
150 x 210 cm

Duchamp, l’artista più “politico” e “sociale” del secolo scorso

 

 

Il ’68 non è solo la data della grande e diffusa sollevazione contro la società borghese, è anche la data della morte di Marcel Duchamp, l’artista più influente del XX e XXI secolo, più di Picasso.

Ma le due cose, il ’68 e Duchamp, a prima vista non coincidono, anzi sembrano proprio escludersi. Duchamp fu un artista poco incline a mostrarsi partecipe degli eventi politici e sociali a lui contemporanei eppure…

In suo nome il concetto di opera d’arte è stato totalmente messo sottosopra, dopo di lui tutto fu possibile, che un orinatoio industriale diventasse un capolavoro.

Ma quello che rende “politico” Duchamp non è solo la carica sovversiva della sua estetica anti-estetica quanto il comportamento che coerentemente ha tenuto lungo tutto il corso della sua esistenza conclusasi proprio cinquant’anni fa il 2 ottobre del 1968. (…)

 

per continuare a leggere l’articolo di Pablo Echaurren:

https://www.huffingtonpost.it/pablo-echaurren/duchamp-lartista-piu-politico-e-sociale-del-secolo-scorso_a_23455829/

MARCEL DUCHAMP, THE BLIND MAN, AND NEW YORK DADA: INSTITUTIONAL CRITIQUE & EDITORIAL PRACTICES

 

 

Il 24 aprile 2018, presso il Graduate Center della City University di New York, Mary Ann Caws, Thierry de Duve, David Joselit, Sophie Seita ed Elizabeth Zuba converseranno in una serata ispirata al Dada focalizzandosi sulla rivista newyorchese del 1917 The Blind Man, curata da Marcel Duchamp, Henri-Pierre Roché e Beatrice Wood, recentemente ripubblicata in edizione facsimile dalla Ugly Duckling Presse. La discussione sarà moderata da Matvei Yankelevich, editore della UDP. Mary Ann Caws, Distinguished Professor di Letterature comparate, Inglese e Francese alla Graduate School della City University di New York, partirà dalle impressioni ricevute nel 2017 durante la visita alla mostra di Pablo Echaurren, Du champ magnétique. Opere 1977-2017, tenuta alla Scala Contarini del Bovolo di Venezia e promossa dalla Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. di Bologna in collaborazione con la Fondazione Echaurren Salaris, per sottolineare il valore seminale di uno degli artisti più influenti del XX secolo.

 

Pablo Echaurren, Nous descendant un escalier, cartello segnalatore, 2017

The Worker, the Militant, the Monster

 

311 East Broadway
New York, NY 10002
USA

Lecture: “The Worker, the Militant, and the Monster”
Jacopo Galimberti
Monday, March 26, 7pm

Over the past 20 years, and particularly after the publication of Michael Hardt’s and Antonio Negri’s Empire (2000), the radicalism of Italian militants in the 1960s and 1970s has been reappraised by artists, activists, and scholars. However, little has been written about the production of artists who viewed operaismo and autonomia as an inspiring conceptual toolbox and a repository of images and motifs.

A shared concern of operaismo-minded artists was to devise images that mirrored the material culture of the struggles and the “the workers’ point of view.” This lecture will focus on the visualization of the novel political subjectivities that emerged in 1960s and 1970s Italy. First, we will examine the drawings that appeared in classe operaia, which is possibly the first operaista magazine. Its iconography of the worker stood in stark contrast with what the main parties of the left had crafted up until that point. The second part will focus on Archizoom’s installation Center for Eclectic Conspiracy, which was, in reality, a cenotaph for Malcolm X. The work engaged with the figure of the political leader and the issue of working-class counterculture in the USA. The third and final part will be devoted to the drawings of Pablo Echaurren that were published in Lotta Continua in 1977. Delineated at the end of 15 years of struggle, his political teratology shows how new ideas of subjectivity and agency were refracted through the prism of militant art.

Indiani metropolitani a Cinema al MAXXI – Roma

 

INDIANI METROPOLITANI. IRONIA E CREATIVITÀ NEL MOVIMENTO DEL ’77

 

Il documentario, nato da un’idea di Pablo Echaurren, scritto da Claudia Salaris, diretto da Antonella Sgambati e prodotto dalla Fondazione Echaurren Salaris, è stato proiettato il 28 febbraio 2017 all’Università di Yale, New Haven, e alla Bibliothèque Kandinsky del Centre Pompidou di Parigi, che lo ha anche acquisito, il 19 maggio. Il 6 agosto è stato trasmesso su Rai1 nel programma Speciale Tg1.

http://www.romacinemafest.it/wp-content/uploads/2018/02/Cinema-al-MAXXI-2018-Programma.pdf

drawing by Pablo Echaurren for Lotta Continua

disegno di Pablo Echaurren per Lotta Continua, 1977

Pablo Echaurren. Soft Wall

 

Mostra promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo
con il Comune di Catania – Assessorato ai saperi bellezza condivisa e centro storico
a cura di Francesca Mezzano

Inaugurazione 23 novembre 2017
Comunicato Stampa

«La beauté est dans la rue», slogan del maggio francese, può essere considerato il concept della mostra che, pur attraversando un percorso cronologico di tre decenni, non è una antologica bensì una rassegna a tema, incentrata sul costante dialogo che Pablo Echaurren intrattiene con le espressioni della comunicazione, percorrendo le vie di una ricerca tesa ad abbattere le separazioni culturali e allargare così le pareti dell’estetico oltre i confini istituzionali.

Certe modalità espressive da graffitismo metropolitano, l’utilizzo vivace dei colori, l’arte come mezzo diretto di (contro) informazione, quel non distinguere tra l’alto e il basso sono elementi che anticipano la diffusione dell’odierna, cosiddetta street-art, e dunque consentono di considerare Pablo Echaurren un precursore del genere.
La mostra prende le mosse con un ciclo di lavori realizzati tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, in cui irrompe la storia contemporanea con la fine della Guerra Fredda. In queste opere, che ricordano la comunicazione iconografica del muro di Berlino, emerge uno scenario di graffiti metropolitani, cancellazioni di scritte, reperti fumettistici, emblemi e figurazioni allegoriche d’ascendenza medioevale, linguaggi e segni stereotipati del nostro sistema comunicante.
Una sezione è dedicata ai collage prodotti negli anni Novanta. Lo shock percettivo procurato dalla grande città viene raffigurato in queste sintesi visive del paesaggio urbano basate sul montaggio di manifesti strappati, annunci, insegne, titoli, segnaletica allarmante, che rendono il senso della percezione simultanea.
La comunicazione murale compare anche nella produzione più recente, le “pitture muro contro muro” con il loro inedito alfabeto simbolico di scritte murali cancellate, icastiche rappresentazioni di un mondo fatto di contrapposizioni, di opposte fazioni che si sovrappongono l’una all’altra.
A queste opere fanno da contraltare alcuni quadri sul sistema dell’arte e le sue aggressive strategie planetarie, che ancora una volta testimoniano l’esigenza di dar forma a quella tensione critica e sociale, intellettualmente lucida, tipica della ricerca dell’artista.

Spiega Francesca Mezzano, curatrice della mostra: «L’arte di Pablo Echaurren nasce per parlare alla collettività. Lo fa senza steccati, sperimentando ogni forma espressiva possibile; usa il segno, la scritta, lo stencil, il lettering, la parola come linguaggio comune, annullando qualsiasi distinzione tra alto e basso, alla costante ricerca di una sintonia con la storia presente, con i suoi problemi, e le sue criticità nascoste allo sguardo comune. E lo fa esprimendosi sempre attraverso un immaginario vivo e incandescente, che possa tradurre un’istanza politica e morale in arte. Quella che lo stesso Pablo ha definito “la questione murale”».

Il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che promuove e realizza l’evento, aggiunge: «La mostra che qui presentiamo – ideale continuum della retrospettiva ospitata nel 2010 a Palazzo Cipolla a Roma – conta oltre 150 opere, tutte accomunate da un dialogo costante e inevitabile con la storia presente, specchio e sintesi di una società irrequieta e della sua parabola umana, così come l’abbiamo vissuta negli ultimi quattro decenni. Echaurren è intimamente uomo contemporaneo e metropolitano: non si eleva al di sopra delle masse come un vate portatore della Verità, ma partecipa attivamente e con passione – senza indossare colori politici né abbracciare alcuna ideologia – alla dialettica che nasce, si alimenta e si propaga spontaneamente per le strade, tra la gente, sui muri. Ed è proprio il muro – da qui il titolo di questa mostra, “Soft Wall” – il mezzo privilegiato attraverso il quale l’artista comunica il proprio messaggio: quello stesso muro su cui la società urbana scrive attraverso gli anni la propria storia diventa infatti protagonista della sua ricerca artistica, sia esso un muro “soffice”, fatto di tela, oppure un brandello reale di muro cittadino.»

L’esposizione, infatti, comprende anche collage e mappe, ricordi di viaggi, di passeggiate psicogeografiche trascorse dragando sui muri urbani reperti cartacei, sticker, biglietti, brandelli memoriali che costruiscono paesaggi emozionali e mentali della moderna città attraversata da un’arte diffusa.

Biografia
Pablo Echaurren nasce a Roma nel 1951. Inizia a dipingere a diciotto anni e, tramite Gianfranco Baruchello, viene scoperto dal critico e gallerista Arturo Schwarz che fa conoscere il suo lavoro in Italia e all’estero. Tra il 1971 e il 1975 espone a Berlino, Basilea, Filadelfia, Zurigo, New York, Bruxelles e nel 1975 è invitato alla Biennale di Parigi.
Il suo esordio avviene all’insegna di un minimalismo, di una concettualità e di un’antipittoricità alternativi all’idea di opera d’arte come feticcio. Questa è la direzione in cui l’artista si è mosso da allora, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e nuove forme di espressione, senza mai adagiarsi sul già fatto.
Non solo pittore, si è impegnato in un’intensa attività applicata, realizzando illustrazioni, manifesti e copertine, tra cui quella del best seller Porci con le ali, nonché “metafumetti” che indagano sul possibile rapporto tra avanguardia e arte popolare, cercando quel necessario e fecondo cortocircuito tra alto e basso, tra cultura e leggerezza, in sintonia con l’ideale di un’arte diffusa. La sua creatività si è sviluppata anche nel campo scrittura, pubblicando romanzi e pamphlet sul mondo dell’arte.
Dopo il Duemila, la sua poliedrica produzione è stata presentata in alcune esposizioni personali: Pablo Echaurren. Dagli anni settanta a oggi (Chiostro del Bramante, Roma 2004); Pablo Echaurren a Siena (Palazzo Pubblico, Siena 2008); Crhomo Sapiens (Museo della Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, Roma 2010-2011); Lasciare il segno (MAR, Ravenna 2011); Al ritmo dei Ramones (Auditorium Parco della Musica, Roma 2006); L’invenzione del basso (Auditorium Parco della Musica, Roma 2009); Baroque’n’Roll (MACRO, Roma 2011); Matta: Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta-Clark, Pablo Echaurren (Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013); Iconoclast (Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra 2014); Contropittura (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma 2015-2016); Make Art Not Money (Museo Nacional de Bellas Artes, Santiago del Cile 2016); Du champ magnétique (Scala Contarini del Bovolo, Venezia 2017).
 

 

Organizzazione Civita Sicilia
Catalogo Allemandi & C. 

SCHEDA INFORMATIVA

Titolo
PABLO ECHAURREN
SOFT WALL

Periodo
24 novembre 2017 – 14 gennaio 2018

Sede
Palazzo Platamone – Palazzo della Cultura
Via Vittorio Emanuele II, 95131 Catania

Informazioni
TEL. 091 7657621
www.fondazioneterzopilastromediterraneo.it

Orari
Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito

Uffici stampa
Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo
Raffaella Salato
Tel. 06 97625591 E mail rsalato@fondazioneterzopilastromediterraneo.it

Civita
Antonio Gerbino
mob. +39 335 413512 E mail press@civitasicilia.it
Barbara Izzo
Tel. 06 692050220 E mail b.izzo@operalaboratori.com

Studio ESSECI – Padova
Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499
Referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net