Opere di Pablo Echaurren donate al Mart > Archivio del ‘900

 

Un prezioso nucleo di 76 opere è stato recentemente donato al Mart dall’artista e scrittore Pablo Echaurren. La donazione integra la documentazione a stampa di e su Pablo Echaurren, già conservata all’Archivio del ’900 del museo grazie a un precedente lascito dell’artista. Il nucleo già presente racchiude manifesti, pubblicazioni e svariati stampati illustrati, dai libri d’artista agli scritti, dalle etichette di vino ai francobolli d’artista.

Il nuovo lascito ripercorre buona parte dell’attività del poliedrico artista romano, fin dagli esordi, quando iniziò a dipingere sotto la guida di Gianfranco Baruchello e del gallerista Arturo Schwarz. A tali momenti rimandano alcuni smalti su cartoncino del 1969-1970, ai quali seguono un gruppo di opere del 1971-1972 appartenenti alla serie dei “quadratini”, resa popolare dalle collane editoriali Savelli “Il pane e le rose” e “La chitarra, il pianoforte e il potere”. La quadrettatura che segna questi ultimi lavori ritorna anche in un libro d’artista del 1971 in esemplare unico, ‘Decomposizioni floreali’, composto da 15 tavole che presentano sequenze di pigmenti naturali e profili lineari di vegetali.
Sempre agli anni Settanta – o meglio, al fatidico ‘77- risale un nucleo di opere ludico-politiche che attesta la militanza di Echaurren tra le fila degli Indiani Metropolitani. Opere come ‘Rouge Sélavy’ o ‘Risate Rosse’ evidenziano fin dal titolo rimandi all’attivismo politico e al contempo a un citazionismo giocoso, che coniuga maoismo e dadaismo.
Gli anni Ottanta sono documentati da tre diverse tipologie di lavori: composizioni astratte realizzate con frammenti di carte di recupero, dipinti che rimandano alla babele segnica e allo spirito ruvido del graffitismo e, non certo da ultimo, l’inizio di quell’avventura nel mondo del fumetto che consacrerà Echaurren come uno dei precursori della graphic novel. L’interesse per il fumetto porta Echaurren nel decennio successivo a creare una serie di collages che coniugano alto e basso, affiancando figure attinte dai cartoons a frammenti di pubblicazioni originali futuriste. Sempre agli anni Novanta e ai primi anni Duemila sono da ricondurre altri collages composti con frammenti di giornali e manifesti murali, nonché una serie di acquerelli privi di chiaroscuro destinati principalmente all’editoria periodica, come quelli dal taglio politico destinati a“Carta”. Chiude la cronologia delle opere donate al Mart un libro d’artista del 2013 in esemplare unico, privo di titolo: un horror vacui segnico che fonde scritture, disegni e un’infinità di elementi a collage.

Eses, (1989) collage e tempera su cartoncino, 48,5 x 76 cm

Pablo Echaurren, Eses (1989), collage e tempera su cartoncino, 48,5 x 76 cm